DANTE ALIGHIERI POEMA DI LUCE – Ponte Vecchio Florence, luminous experience – 2020

FLORENCE LIGHT FESTIVAL 2020direzione artistica Sergio Risalitiorganizzazione Mus.EPONTE VECCHIO -INSTALLAZIONE LUMINOSA “DANTE ALIGHIERI – POEMA DI LUCE”

La videoinstallazione su Ponte Vecchio dedicata ai 700 anni dalla morte di Dante Alighieri è un “poema di luce”, come lo definisce il suo autore, il videoartista Stefano Fake. “In questa installazione luminosa ho cercato soprattutto di ricostruire un universo poetico, ricreando con luce e suoni le visioni dantesche. Dal punto di vista visivo ho lavorato su un doppio binario. Da una parte utilizzando un magma di forme astratte, informali, che via via ricreano forme riconoscibili e simboliche: il fuoco, l’acqua, le stelle, i gironi, i pianeti, la danza delle sfere celesti, l’universo, l’occhio umano e quello divino. Dall’altra ho tracciato un percorso visivo guidato dalle scelte cromatiche, dagli accostamenti di colore, dai passaggi luce-buio, dalle dinamiche tonali. Come se sopra Ponte Vecchio si avverasse la progressiva materializzazione di un sogno. Per il pubblico si tratta quindi di assistere a delle visioni, così come potrebbero essere state quelle di Dante nel momento in cui ha scritto e immaginato la Commedia: bagliori, luci, ombre, colori, sensazioni e, naturalmente, parole.Per completare l’installazione ho chiesto ad un attore toscano, Maurizio Lombardi, di interpretare con la sua voce alcuni frammenti dei Canti della Divina Commedia che scorrono nell’aria come un flusso di coscienza, il racconto di un viaggio immaginario che oltre sette secoli dopo continua a farci sognare. Nelle parole di Dante ritroviamo noi stessi, le nostre paure e i nostri desideri, il male e il bene, la capacità di aprirci alla conoscenza del mondo in tutti i suoi aspetti, dalla morte alla rinascita attraverso l’amore che, come dice Dante, muove il mondo e le altre stelle.”“Quest’anno abbiamo lavorato cercando di non avere i limiti del 3D videomapping, ma abbiamo preferito usare una tecnica molto più libera, espressionista e astratta, facendo quasi scomparire l’architettura del ponte, a simboleggiare anche tecnicamente la vittoria della luce sulla materia. Dopo pochi minuti di visione Ponte Vecchio stesso sembra quasi smaterializzarsi nel colore e nelle forme astratte e dinamiche.”Il compimento di un’estetica che Stefano Fake riconosce figlia delle avanguardie artistiche italiane del ‘900, dai Futuristi allo spazialismo di Lucio Fontana.Gli artisti digitali italiani di nuova generazione si riconoscono in molte forme espressive prospettate da illustri predecessori. I futuristi scrivevano già nel 1910 “I vostri occhi abituati alla penombra si apriranno alle più radiose visioni di luce.” E Fontana nel suo manifesto dello spazialismo del 1948 scrive: “Vogliamo che il quadro esca dalla sua cornice e la scultura dalla sua campana di vetro. A tal fine, con le risorse della tecnica moderna, faremo apparire nel cielo: forme artificiali, arcobaleni di meraviglia, scritte luminose.”

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