ESPERIENZE DI ARTE IMMERSIVA MULTIMEDIALE – LO SPETTATORE ATTIVO

ESPERIENZE DI ARTE IMMERSIVA MULTIMEDIALE E LO SPETTATORE ATTIVO

ESPERIENZE DI ARTE IMMERSIVA MULTIMEDIALE E LO SPETTATORE ATTIVO

Si chiama IMMERSIVE ART EXPERIENCE e non mostra, perchè è molto differente dalla tradizionale visita nei musei.

E’ una innovativa forma d’arte che utilizza tecnologie digitali, videoproiezioni e una colonna sonora suggestiva per mettere in scena le grandi opere dei Maestri e le nuove forme digitali di arte contemporanea in uno spazio espositivo che immerge letteralmente il pubblico dentro l’arte.

La cosa straordinaria degli artisti digitali che creano queste esperienze immersive è la loro capacità di rileggere l’arte del passato per farla diventare totalmente contemporanea. Usano lo spazio, gli effetti di luce, le immagini, le musiche, la voce fuori campo e gli effetti sonori per trasportare il pubblico in un viaggio affascinante dentro la storia dell’arte. 

Un modo nuovo per conoscere le opere d’arte che hanno cambiato il mondo, sentendo sul proprio corpo tutta l’energia creativa di chi le ha realizzate.

Non ci sono le opere originali su tela e nessuna spiegazione nozionistica, ma vi troverete a fare un incontro molto personale con l’arte, senza filtri, con tutta la libertà che merita questo momento che vi ritagliate durante la giornata.

Prendetevi un’ora alla settimana per incontrare l’arte in questo modo. Scoprirete e sentirete l’Arte come mai prima d’ora. Si chiamano Experience perchè devono essere vissute. Fino in fondo.

“Esperienza”, “spettacolo”, “immersione”, “emozione” sono le parole chiave che vengono utilizzate per definire una esperienza d’arte multimediale immersiva (immersive art experience).

Lo spettatore del terzo millennio è attirato da questa nuova forma di comunicazione creativa dell’arte, attraverso una vera e propria IMMERSIONE MULTISENSORIALE, che aggiunge al senso della vista, una serie di stimoli sonori e tattili per immergere fisicamente lo spettatore dentro allo spettacolo.

L’esperienza (intesa come percezione e conoscenza diretta di oggetti a noi esterni, acquisita tramite i sensi) presuppone una ricettività attiva da parte dello spettatore, che deve trovare un proprio percorso interpretativo  e un proprio punto di vista all’interno del flusso audiovisivo predisposto dal videoartista autore dell’opera immersiva, che attraverso la propria selezione musicale e iconografica, suggerisce un punto di vista, senza imporlo. 

A differenza del documentario, dove i realizzatori “impongono” una linea interpretativa delle opere d’arte, nelle art experiences l’autore suggerisce delle letture visive delle opere, attraverso scene, percorsi e accostamenti visivi.  

Non essendoci testo descrittivo e nozionistico, sia esso in voce fuori campo o scritto in sovrimpressione, viene lasciata allo spettatore la piena libertà associativa e interpretativa dell’opera multimediale immersiva a cui stanno assistendo.

L’esperienza immersiva è di per se stessa un’opera d’arte, e quindi suscettibile i molteplici letture e interpretazioni. 

Pur essendo spesso richiesto di parte degli spettatori, chiusi in antichi schemi cognitivi, di voler “essere guidati” nell’interpretazione dell’arte, è invece precisa volontà dei realizzatori delle esperienze immersive di lasciare aperti i punti di vista dello spettatore: siano essi fisici (la libertà di disporsi nello spazio scenico, scegliendo quindi il proprio punto di vista all’interno delle multiproiezioni) che cognitivi (non si cerca di spiegare le opere in modo didascalico o didattico).

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